Dove sono i colleghi e le colleghe che hanno bisogno di nuovi strumenti di conciliazione tra vita e lavoro? Dove sono gli “equilibristi-forzati” della vita quotidiana? Dove sono quelli che vogliono poter prendere i figli a scuola? Che tra mille difficoltà desiderano curarsi maggiormente dei propri familiari? Che intendono coltivare interessi culturali e personali? Dove siete????? Siete una maggioranza silenziosa e schiacciata dal teatrino sindacale, al punto di non profferire parola per non esprimere disgusto, oppure siete scomparsi tutti? L’incontro di ieri sull’orario di lavoro ha reso evidente che la Delegazione aziendale si è incagliata molto volentieri nella palude anti riforme che circonda il primo tavolo della carriera Operativa-Segesi-Operaia composto da Falbi-Cgil-Uil. Infatti, pur avendo dichiarato che il negoziato ripartiva dal documento del 5 dicembre scorso, l’Amministrazione ha compiuto una retromarcia che non fa presagire nulla di buono.
Dopo aver ripetuto di ritenere equilibrata la sua proposta sulle modalità di presidio giornaliero dei processi operativi, la delegazione aziendale si è detta disponibile a ritirarla, aggiungendo, però, che in tal caso si tornerebbe all’ipotesi di mantenimento dell’attuale regime di orario settimanale di 37h30, con pausa pranzo rigida di 50 minuti/1 ora e conferma dell’attuale arco orario di operatività! Un’impostazione che, con ogni evidenza, mortifica l’asse portante della flessibilità giornaliera e fa segnare un passo indietro non coerente con quanto fin qui sempre sostenuto (a parole) dalla Banca. Noi continuiamo a ritenere che introducendo la flessibilità in ingresso di due ore, la pausa pranzo flessibile da mezz’ora a due ore, e rinunciando solo alla previsione della prestazione minima giornaliera di 6 ore e 30 minuti, si possa giungere a un’ articolazione dell’orario giornaliero che non metta assolutamente a rischio l’operatività della Banca. Per presidiare i processi operativi giornalieri è sufficiente, infatti, mantenere le previsioni della Circolare 76 per quanto riguarda le Filiali e, per l’Amministrazione, l’attuale formulazione dell’art. 24/II p., 6°c. del Regolamento del Personale che ancora oggi recita: ”Non può avvalersi della flessibilità dell’orario di lavoro giornaliero il personale addetto a settori dell’A.C. per i quali ricorrano particolari esigenze tecnico-operative”. Inopinatamente assistiamo, invece, a una sorta di guerra di religione combattuta: da parte dell’Amministrazione contro “la flessibilità selvaggia e incontrollata dei lavoratori”; da parte del primo tavolo sindacale contro i “devastanti effetti derivanti da una maggiore discrezionalità dei capi struttura”. Una guerra di religione che mette a rischio importanti acquisizioni quali il Telelavoro, il lavoro a distanza, la deregulation del part time, congedi, aspettative e distacchi per attività di cura, più banca delle ore, introduzione della banca del tempo (con conferimento di ferie non godute e straordinari effettuati per anticipare il pensionamento) e altre misure in grado di migliorare sensibilmente la qualità di vita dei colleghi. Si stanno saldando due visioni conservatrici dell’attuale sistema, da parte Banca e da parte sindacale, in cui nessuno vuol cedere qualcosa in cambio di un mondo nuovo.
Apprezzabile, invece, ci è parsa la disponibilità aziendale a estendere le nuove misure alle Filiali SSU e a introdurre la frazionabilità in ore di 1/3 del congedo parentale (anche se noi crediamo più opportuno il 50%). Ma l’aria che si respira è stagnante e fa sospettare che il negoziato si sia arenato.
Invitiamo i colleghi e le colleghe (a quanto ci risulterebbe, moltissimi) a far sentire la loro voce con determinazione, per far cessare un atteggiamento che li danneggia fortemente, privandoli di fondamentali opportunità. La maggioranza oceanica di Falbi Cgil e Uil va sollecitata a mettere da parte le strategie che tutelano pochi e a farsi carico della responsabilità di imporre alla Banca un accordo nell’interesse di tanti lavoratori.
E allora: dove siete, “fantasmi” della conciliazione?
La Segreteria Nazionale
